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grotta dei monaci
 
 

Quasi a metà strada tra l’abitato di Castelmola e Monte Venere, nella località Roccella, sopra una sorgente di acqua potabile ed un vigneto abbandonato e deperso, s'incava nella roccia calcarea la "Grotta dei Monaci".
Vi si accede attraversando una proprietà privata e cogliendo un sentiero scavato nella roccia e protetto da un muretto a pietrame a secco.
Ecco il primo vano basso, ma lungo e spazioso. Si nota subito la temperatura costante dell'ambiente, calda d'inverno e fresca d'estate. Il visitatore è investito dallo sciame di innocui moscerini, che vi albergano.
Dall'ingresso alla parete di fondo si misurano metri 12,80. A sinistra in basso si apre un buco, un cunicolo stretto, che immette in un sistema di caverne con due ampi ambienti, assai suggestivi, mentre i detti popolari vorrebbero che la grotta si stendesse per oltre un chilometro, attraversando le viscere del Monte Venere e saltando un rumoroso corso d'acqua sotterraneo per andare a sboccare nel torrente Vallone Nocella dell'ubertosa zona di Luppineria. In essa trovarono scampo, nel 902, i Taorminesi ed i Molesi sfuggiti all'orrendo eccidio di Ibrahim.
Qualche secolo dopo, sette monaci vollero fare l'esplorazione del luogo e dell'intero sistema di caverne, ma della tragica impresa soltanto uno di essi poté rivedere la luce, uscendo nei pressi del Vallone Nocella. Anch'egli, però, non sopravvisse di molte ore alla spaventosa fine dei suoi confratelli sperdutisi e morti d'inedia nelle viscere buie della terra. Fu così che gli abitanti, profondamente impressionanti, chiamarono il sito "Grotta dei Monaci".
Questa grotta è servita di rifugio in altre circostanze drammatiche, vissute durante i gravi eventi bellici susseguitesi al 902 e non ultimi quelli dal 9 luglio al 18 agosto 1943 durante i bombardamenti aero-terrestri e della marina alleata contro le forze tedesche istallate a Taormina e Castelmola.
Stalattiti e stalagmiti, variamente colorati arricchiscono gli ambienti di questa forse più importante zona speleologica del territorio castelmolese, oltre quelle di Monte Ziretto e della grotta Iudici.

Castelmola Taormina e dintorni di Arturo D'Agostino - Giardini Naxos 2007